pane nero al carbone vegetale

Pane nero: tutto quello che c’è da sapere

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Il pane nero al carbone vegetale sta facendo parlare di sé. Ha effetti benefici o è dannoso?

Il pane nero va molto di moda in questo periodo, ma c’è da fare subito chiarezza: il pane di segale o integrale è una cosa, il pane nero colorato al carbone vegetale è tutt’altro.

Molto del pane nero in commercio è infatti normalissimo pane, colorato attraverso l’utilizzo del carbone vegetale (E153), un colorante insapore. Il carbone vegetale è un prodotto che si trova nelle farmacie e ha effetti benefici, principalmente legati alla diminuzione del gonfiore di stomaco.

Il pane nero ha iniziato a diffondersi rapidamente anche grazie ai suoi presunti effetti benefici e alla sua facile digeribilità. Ma queste proprietà sono vere? Essendo il carbone utilizzato semplicemente come additivo colorante non è detto che le sue proprietà vengano ereditate dal pane nero e al momento non c’è nessuno studio scientifico a dimostrarlo.

La legge consente l’utilizzo di tale additivo, ma molti panificatori sono contrari, sopratutto per la pubblicità ingannevole legata agli effetti benefici del prodotto. Inoltre in America l’uso del carbone vegetale come additivo è stato vietato da tempo, siccome ritenuto cancerogeno. In europa però non esiste nessuno studio a sostegno di tale teoria e l’uso del carbone vegetale è consentito entro determinati termini, ritendendo che dosi minime non sia dannose.

Inoltre il carbone vegetale ha inoltre la capacità di assorbire le sostante con cui viene in contatto, senza distinzione tra benevole e dannose, anche all’interno dello stomaco. Ciò potrebbe andare ad inibire il funzionamento di alcuni farmaci, tra cui la pillola.

In conclusione non è ancora ben chiaro se il pane nero abbia effetti benevoli, dannosi o semplicemente non abbia alcun effetto, cosa molto probabile viste le esigue quantità di carbone vegetale utilizzato.

I panificatori sono però in protesta e vorrebbero che tale prodotto non venisse etichettato come pane e sopratutto che non venisse pubblicizzato come “miracoloso”.

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